ZITTI E MOSCA!

di Giulio Scatolini

Zitti e mosca!

Perché bisogna rimanere in trepida attesa per capire se prossimamente ci recherà più danni Putin o il perfido animaletto che depone le uova nelle scomode olive invece che in più comodi nidi e giacigli.

3 Agosto. Temperature torride intorno ai 40°C, almeno nella parte centrale e meridionale del bel paese.
Per tali territori vale attualmente, per questo periodo, un proverbio umbro:

“Agosto, mosca perfida dell’olio non ti conosco”

Clima più fresco al nord.
Per tali territori settentrionali invece vale di più un proverbio più incerto e problematico, in modo particolare se le temperature scendono al di sotto dei 30°C.

“Se voi ubriacare la mosca senza vino spintor fly, zeolite, adesivo e caolino”.

D’altronde è ormai noto che al nord si vendono più giacche a vento, mentre giù vanno più forte le camice acriliche cinesi o quelle di lino siciliane.

Passiamo ora dal mio umor, un po’ macabro, alla non meno problematica realtà, legata alla qualità del futuro olio, messo in pericolo dal suo nemico principale: la Bactrocera olea, per i non latinisti la mosca olearia.

Credere che questa tragedia qualitativa sia recente e legata a cambiamenti climatici è un errore storico.

Basta ripensare alla terribile annata 2014 e ancor più ad un documento storico di una specie di tragedia agricola che fu combattuta nel 1930 contro la mosca olearia certificata da un telegramma del Duce che recita testualmente:

“Vittoriosa battaglia combattuta contro mosca olearia olivicoltori Consorzio comuni circondario di Palmi costituisce ulteriore insegnamento ed esempio di costante ed ulteriore successo degli agricoltori italiani.

Agli intrepidi combattenti cui è premio l’opera compiuta, vivissimo plauso”

Dal 1930 ad oggi di progressi contro la mosca olearia (più pragmaticamente chiamato anche verme) ne sono stati fatti, ma molto spesso sono stati utilizzati in modo esagerato i prodotti dal risultato che è sembrato, al momento, certamente vincente: i fitofarmaci.

Forse, però, è stata una “vittoria di Pirro”.

In realtà diventa auspicabile combattere questo nemico della qualità in modo diverso, attraverso più azioni che rappresentano una sintesi di metodologie che non cancellano completamente i fitofarmaci ma li riposiziona all’interno di una strategia più ampia che si sviluppa nella combinazione di tutti gli strumenti utili a disposizione.

A puro titolo di esempio, con poco spazio a disposizione, elenchiamo una serie di accorgimenti utili senza che questi agiscano in modo dannoso sull’ambiente circostante la pianta dell’olivo:

  1. Raccolta anticipata delle olive in modo da ridurre i pericoli di esposizione del frutto alla mosca.
  2. Lavorazione superficiale del terreno dopo la raccolta per disturbare i cicli vitali (vedi freddo invernale) dell’insetto.
  3. Scelta di nuovi impianti di cultivar locali meno sensibili agli attacchi della mosca (maturazione tardiva e scalare rispetto a maturazione omogenea e precoce).
  4. Utilizzo di microorganismi entomopatogeni (funghi) come Bauveria e Metarhizium, capaci di agire in modo specifico contro l’insetto senza danneggiare l’ambiente.
  5. Ulteriore studio della microbiota della mosca (batteri, virus, funghi e protozoi che vivono in simbiosi) che potrebbe aprire la strada a metodi più efficaci, ancora più selettivi e rispettosi degli equilibri naturali.

Il nuovo approccio quindi sostituisce un verbo con un altro!
Al posto di sterminare si deve sostituire il verbo convivere.

Dovrà essere una lotta guidata in cui la popolazione della Dacus olea rimane al di sotto della soglia del danno economico, mettendo insieme monitoraggio, prevenzione e interventi selettivi e mirati.

Allora sarà più importante, anche se, in verità, già lo è ora, la lotta alla Mosca del Cremlino rispetto alla lotta alla mosca del Leccino.

Giulio Scatolini

Chi è Giulio Scatolini
Giulio Scatolini, nato il 9 gennaio 1959, dopo aver conseguito la maturità scientifica ha intrapreso studi universitari in Geologia.
È oil maker e assaggiatore professionista di olio extravergine di oliva dal 1993, con esperienza nell’analisi sensoriale maturata sin dal 1987. Nel 1995 si perfeziona come Panel Leader attraverso il corso ufficiale del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI).
Grazie alle competenze e all’esperienza consolidate nel tempo, è oggi riconosciuto come uno dei migliori “nasi internazionali” nel settore oleario. È stato chiamato a presiedere alcuni dei più importanti concorsi nazionali e internazionali, tra cui Ercole Olivario, Premio Internazionale Biol, Sol d’Oro, Mario Solinas (COI), Sirena d’Oro, Orciolo d’Oro, Leone d’Oro dei Mastri Oleari e Il Magnifico.

Giulio Scatolini

Chi è Giulio Scatolini
Giulio Scatolini, nato il 9 gennaio 1959, dopo aver conseguito la maturità scientifica ha intrapreso studi universitari in Geologia.
È oil maker e assaggiatore professionista di olio extravergine di oliva dal 1993, con esperienza nell’analisi sensoriale maturata sin dal 1987. Nel 1995 si perfeziona come Panel Leader attraverso il corso ufficiale del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI).
Grazie alle competenze e all’esperienza consolidate nel tempo, è oggi riconosciuto come uno dei migliori “nasi internazionali” nel settore oleario. È stato chiamato a presiedere alcuni dei più importanti concorsi nazionali e internazionali, tra cui Ercole Olivario, Premio Internazionale Biol, Sol d’Oro, Mario Solinas (COI), Sirena d’Oro, Orciolo d’Oro, Leone d’Oro dei Mastri Oleari e Il Magnifico.