La mosca olearia: tecniche di difesa

Tecniche di difesa biologica

La mosca olearia è uno dei peggiori nemici delle olive e dell’olio, soprattutto se come nel nostro caso puntiamo sull’alta qualità del prodotto.

Infatti la mosca sfrutta le olive in estate per depositare le proprie uova e permettere l’evoluzione della propria specie. Tuttavia la larva della mosca all’interno della drupa crea dei cunicoli e delle gallerie che causa l’ingresso dell’ossigeno all’interno dell’oliva e innescando le prime ossidazioni e reazioni che danneggiano in maniera irreversibile la materia prima.

Le olive danneggiate dalla mosca daranno vita, per forza di cose, ad un olio difettato, di scarsissima qualità, che non potrà essere commercializzato come olio extravergine d’oliva.

Per difendersi dalla mosca olearia le aziende agricole devono puntare soprattutto sul monitoraggio preventivo, per evidenziare sin dai primi giorni estivi l’eventuale presenza dei primi esemplari di specie ed intervenire tempestivamente prima che si moltiplichino esponenzialmente.

Le tecniche di difesa più efficaci in un regime di agricoltura biologica come il nostro, sono i trattamenti a base di caolino o zeolite, una polvere di roccia, che dissuade le mosche dal depositare le proprie uova nelle drupe. Tuttavia è una tecnica molto costosa ed impegnativa, in quanto soffre la pioggia e i temporali, che lavano via le polveri dalle olive costringendo le aziende ad intervenire nuovamente.

La mosca olearia: tecniche di difesa.

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