Dice l’antico proverbio “Acqua di giugno rovina tutto, acqua di agosto olio e mosto”. Il problema è: Ma se l’acqua non c’è stata né a giugno né ad agosto che cosa succederà al nostro moraiolo già proveniente da una stagione non certo brillante.
Normalmente la drupa, come ci insegnano i nostri preziosi manuali di olivicoltura, ai sviluppa con un modello di accrescimento chiamato “a doppia sigmoide”. La crescita del frutto si realizza ossia attraverso 5 fasi principali.
La 1.ma fase dura 20-30 giorni dopo la fioritura. I piccoli frutti sono già visibili dopo 10-15 giorni dall’impollinazione. Durante la 1.ma fase che possiamo già definire di accrescimento, già cadono un numero significativo di olivette sia per competizione di sostanze nutritive, sia per risposte fisiologiche della pianta. Si rende perciò necessario una corretta disponibilità di elementi nutritivi, ma attenzione un eccessivo carico di olive potrà influire sulla dimensione finali dei frutti che si stanno formando.
La 2.da fase dura circa 20 giorni. In questo contesto si ha un accrescimento del frutto che procede molto rapidamente; ciò avviene grazie alla divisione cellulare che interessa l’endocarpo e il seme stesso.
3.za fase. Questa è la vera fase di indurimento che può avvenire alla fine di giugno ma soprattutto nel mese di luglio le cellule dell’endocarpo bloccano la propria crescita e iniziano a legnificare.
4. ta fase. E’ questa la fase più lunga che può durare circa due mesi e che comporta un ulteriore accrescimento del frutto in cui grazie alle cellule del mesocarpo si inizia ad accumulare olio.
5.ta fase dove continua l’invaiatura della drupa che da verde inizierà a essere di colorazione nero violacea anche se negli ultimi anni questa fase non si realizza completamente perché i produttori ai fini qualitativa anticipano la raccolta che se realizzata nei tempi classici comporta ancora un accumulo di olio, ma con fenologia molto più lenta.
Nelle varie fasi descritte l’azoto è di certo il più importante. Esso è necessario sin dalla ripresa vegetativa, poi nell’allegagione e accrescimento del frutto sino a quindi nel vero e proprio indurimento del nocciolo.
Altri elementi necessari ma prima dell’indurimento del frutto sono il potassio, il magnesio e il boro.
Il potassio è più importante nella formazione dei fiori e durante l’inoliazione del frutto. Esso risulta importante anche perché stimola l’accumulo di sostanze di riserva utili alla pianta nella resistenza alle temperature estreme e a vari patogeni.
Il magnesio aggiunto se necessario, per carenza, facilita e stimola la fotosintesi e anche la produzione. Esso risulta, di solito, carente in terreni
sabbioso o acidi.
Infine la somministrazione del boro è molto consigliata in prefioritura in quanto sollecita tutti quei processi di allegagione e accrescimento del frutto.
Attenzione però alla vera e necessaria necessita di questi elementi mancanti sulle piante, altrimenti si avrà come unico risultato un aumento dei costi di produzione ed a una scarsa efficacia dei risultati.
Mi raccomando quindi come dice il vocabolario Treccani:
“non giocare a nòccioli” “non perdete il tempo in cose inutili.
“non fare nòccioli” fare sul serio, fare per davvero (e non come chi giocasse noccioli a posto di denari).



